venerdì 31 agosto 2018

1° RITIRO PER I PULCINI DEL TORRE DEL MORO


Tutto nasce dopo aver organizzato un torneo di calcio a Durazzanino di Forlì lo scorso anno, dove a seguito delle partite alcuni ragazzi sono rimasti a dormire per una notte nelle tende fornite dai ragazzi che abitano la comunità; il progetto poi si è sviluppato con i responsabili della comunità Papa Giovanni XXIII° Elide Carrozza e Massimo Marozzi, ai quali vanno i nostri primi ringraziamenti per aver messo a disposizione le strutture e dato la possibilità ai ragazzi della comunità di aiutarci nell’organizzazione del campus dalla sveglia della mattina sino ai giochi serali prima di andare tutti a letto.
Questo è il racconto di 4 giorni intensi ed emozionanti per tutti quelli che direttamente oppure indirettamente hanno partecipato all’evento...
Il ritiro è iniziato giovedì 23 agosto ma già da diversi giorni prima, i ragazzi della comunità hanno iniziato a sistemare alla perfezione una struttura che già normalmente è sempre in ordine ma per l’arrivo dei pulcini è stato fatto tutto in maniera perfetta; poi da mercoledì mattina si è proceduto con i ritocchi per l’arrivo dei piccoli ospiti:

preparazione dei campi da gioco, sistemazione delle tende, materassini e sacchi a pelo per la notte, gazebo esterno per le soste e bere durante le attività, gazebo per colazione, merenda, pranzo e cena, sfalcio dell’erba e sistemazione del campo di sabbia per i giochi pomeridiani.

La mattina del giovedì il ritrovo era fissato per le ore 9,00 ma i più mattinieri già alle ore 8,30 erano al check-in primi ad arrivare Bianchi Nicolò e Ricci Lorenzo, che sono diventati automaticamente i due capitani per la giornata delle due squadre di ragazzi; il loro primo compito è stato quello di spiegare ai componenti della loro squadra cosa occorreva fare all’arrivo:
ritiro del materiale che consisteva nella divisa d’allenamento maglia con numero in ordine d’arrivo, calzoncini, calzettoni, borraccia e pallone per l’allenamento, tutto personalizzato con il proprio numero, in più con un pennarello sul proprio pallone i ragazzi dovevano scrivere un nome con il quale fosse identificato l’amico inseparabile che li avrebbe accompagnati per le tre giornate in tutti i loro spostamenti nel campus, il pallone doveva essere sempre attaccato ai loro piedi e non poteva entrare solo nelle strutture al chiuso, in tutti gli altri casi i due inseparabili amici avrebbero dovuto sempre rimanere insieme sino al termine della giornata. Solo Malewschi Luca con un po’ d’originalità a chiamato il suo amico Acul mentre tutti gli altri hanno dato alla sfera il proprio nome o soprannome. In oltre i capitani hanno spiegato ai compagni cosa avrebbero dovuto fare prima dell’inizio dell’allenamento e quali erano i limiti invalicabili del campus.

Dopo una piccola riunione iniziale dove sono state spiegate le regole da tenere per i tre giorni del ritiro, si è cominciato con il primo allenamento che si è sviluppato con un’esercitazione iniziale dove i ragazzi divisi in tre gruppi hanno eseguito i gesti tecnici di passaggio e ricezione orientata in movimento.
Al termine di ogni stazione ci si fermava per bere e bagnarsi la testa sempre accompagnati dalla propria palla, poi ogni esercizio tecnico veniva intercalato con una partita o gioco situazionale; il primo giorno abbiamo effettuato una partita con le sponde, il secondo una partita a zone adiacenti, la terza un campionato 1 contro 1 con promozioni e retrocessioni, una novità per i ragazzi che è stata favorevolmente accettata e resa più accattivante con quel pizzico di sana sfida unita al puro divertimento.


I giochi sono stati intercalati come detto della esercitazioni, la prima citata in precedenza,
più la scaletta unita al tiro in porta e il quadrato di smarcamento hanno fatto preludio alla partita finale 7 contro 7.

Durata della seduta variabile da un minimo di 2 ore e 30 minuti ad un massimo di 3 ore, al centro la pausa merenda con i ragazzi seduti a tavola per consumare un frutto
prima di riprendere la seduta d’allenamento che termina con il saluto finale e poi doccia e di seguito stendere le proprie divisi d’allenamento e gli accappatoio per farli asciugare prima della seduta pomeridiana; durante questa operazione Giangrandi Mattia è stato colto mentre ai compagni faceva questa simpatica affermazione: “Sembriamo tutti delle mamme”.
Tutti lavati e puliti con la divisa d’allenamento del kit del Torre del Moro ci presentavamo a pranzo dove il menù fisso già comunicato in precedenza ai genitori è stato presentato anche ai ragazzi con un’ovazione per la cena del secondo giorno con la pasta panna e prosciutto che poi si è rivelata andare via a ruba.

Dopo il pranzo aiutavamo a pulire il tavolo poi dopo aver lavato i denti tutti ancora a sedere per i compiti, un’ora circa a testa china sui libri dove ogni ragazzo aveva portato il proprio materiale per le vacanze ai quali, Gianluca Buvardia, Francesco Manuzzi, Gabriele Gugnoni e Cinzia Roberti hanno cercato di dare una mano per aiutarli nel loro poco piacevole passatempo pomeridiano.

Per chi terminava anticipatamente i compiti di giornata l’alternativa era quella di sviluppare scrivendo una seduta d’allenamento, nella quale si aveva il vincolo di una durata di 1 ora e 30 minuti con stazioni non superiori ai 20 minuti ciascuna dove gli esercizi non dovevano essere ripetuti; scrivendo sul foglio di carta tutto ciò che avrebbero dovuto spiegare ai propri compagni.
Al termine dei compiti di giornata però ancora una prova ci è stata richiesta da Massimo Marozzi: cioè far scrivere ad ogni ragazzo un frase che rappresentasse il nuovo centro sportivo creato sulla sabbia in memoria di Bertozzi Moris; la frase più bella che avesse colto il senso che aveva questa struttura sportiva d’aggregazione, poi sarebbe stata scritta sul muro degli spogliatoi. Moris è un ragazzo che uscito dalla comunità Papa Giovanni XXIII°, che vede tantissime strutture in tutta Italia, dopo essersi trovato ad affrontare molte difficoltà per risolvere i propri problemi con l’aiuto di tutti quelli che vivono all’interno di una comunità, ha trascorso la sua vita ad aiutare gli altri e proprio nel compimento di questa sua vocazione ha trovato la morte travolto da un fiume in piena in Bolivia nel 2008. I ragazzi hanno provato per 2 giorni a trovare qualcosa da scrivere e poi tutti i fogli sono stati imbustati e saranno aperti dai responsabili che verificheranno se i ragazzi sono riusciti a raggiungere lo scopo. Nella seconda giornata Elide, ha spiegato ai ragazzi quale doveva essere il significato delle frase da scrivere sul muro, prossimamente si vedrà se in nostri campioni di calcio saranno stati in grado di sfornare qualcosa d’interessante per ricordare Moris Bertozzi.
Al termine dei compiti tutti negli spogliatoi per prepararsi all’allenamento pomeridiano di futsal con Francesco, che sarebbe potuto essere anche il nostro nuovo allenatore del progetto futsal, il sostituto di Placuzzi Davide, ma giustamente i dirigenti del Torresavio Futsal Cesena di calcio a 5 avevano già preso accordi con gli istruttori che già lavorano all’interno della società.

Al termine dell’ora di futsal merenda a base di pane e nutella o marmellata e poi gioco pomeridiani; il primo giorno torneo di beach soccer formato da 3 squadre che si sono sfidate in un triangolare con partite di andata e ritorno intervallate da gavettoni, che oltre al divertimento sono serviti anche per bagnare il campo di gioco e alleviare il caldo molto intenso; poi al termine del torneo e dell’ultimo bagno di gavettoni con i ragazzi pieni di sabbia uno per uno sono passati prima sotto la gomma poi via a fare la doccia e prepararsi per la cena tutti con la divisa con il pulcino, mentre le divise che abbiamo utilizzato per gli allenamenti sono state raccolte tutte e lasciate ai ragazzi della comunità che ce le hanno lavate e fatte trovare pronte per la mattina successiva alla ripresa degli allenamenti.
Dopo la cena pulizia dei denti e quindi primo gioco: caccia al tesoro con le squadre già divise e tutto ben organizzato da Cinzia e Tommaso uno dei figli di Elide e Massimo.
Il gioco si è concluso con un pareggio, dove la squadra bianca è stata più veloce a trovare tutti i biglietti mentre quella gialla a risposto correttamente a più domande, quindi giunta l’ora di entrare in tenda, Francesco ci ha proposto un gioco “Lupus”, quelli che volevano provare sono rimasti attorno al tavolo mentre gli altri sono andati in tenda, ma sicuramente per dormire. Alle 22.30 però tutti nel letto o quasi, ancora carichi di adrenalina non mi è sembrato il caso di dare l’ultimatum e quindi ho lasciato che rimanessero con le cerniere delle tende aperte quasi tutti stesi con le facce di fuori a chiacchierare e scherzare, poi alle 23.30 chiusura delle tende e silenzio con il vincolo di parlare a bassa voce perché i ragazzi della comunità stavano andando a letto visto che la mattina loro si svegliano tutti i gironi alle ore 6.45 per iniziare la loro lunga giornata.
Io ho atteso le ore 00,30 per chiudere la mia tenda ma ho sentito vociare sino alle ore 1.30 quando mi sono arreso al sonno; poi alle ore 4.00 mi sono alzato per controllare che i ragazzi fossero tutti dentro al sacco a pelo perché la sera comunque non era troppo caldo e dopo averli svegliati quasi tutti uno per uno e costretti a coprirsi per riprendere il sonno, sono tornato nella mia tenda ma comunque la mia permanenza sul materassino è durato troppo poco perché alle ore 5.30 i primi hanno già dato sintomi di insofferenza al riposo e cominciavano a girovagare per il parco, quindi alle ore 6.00 ci siamo raggruppati tutti quanti nella sala polivalente dove ho spiegato a grandi linee ai ragazzi cos’è la comunità Papa Giovanni XXIII e cosa fanno quelli che la abitano, poi ancora tutti in tenda sino alle 7.30 quando c’è stata la sveglia definitiva.
Dopo aver tolto il pigiama e messo la divisa del Torre del Moro ad ogni ragazzo è stato dato uno stuoino e tutti ci siamo recati al campo sintetico dove abbiamo fatto la prima seduta di Yoga dove sono state insegnato loro le varie posizioni da tenere quando si effettua il saluto al sole che poi abbiamo sviluppato nella seconda mattinata.
I ragazzi sono stati molto bravi e attenti anche se inizialmente non erano molto soddisfatti di questo tipo di risveglio muscolare, hanno svolto gli esercizi molto bene e soprattutto in silenzio, poi nella seconda giornata dopo aver eseguito il saluto al sole con i movimenti sotto i miei comandi di Buvardia ho chiesto chi se la sentisse di dirigere la seduta spiegando ai compagni i movimenti da eseguire e l’unico che ha avuto il coraggio è stato Giacomo Piolanti che fra l’altro lo ha fatto molto bene.
Dopo aver riposto tutti i materassini finalmente colazione
e lavaggio denti poi pronti nuovamente per la seduta mattutina che però è stata svolta con un po’ più di difficoltà rispetto il giorno precedente perché le poche ore di sonno che hanno accompagnato i ragazzi si sono fatte sentire e l’intensità è molto calata; anche quelli che solitamente non vogliono mai smettere l’attività, questa volta quando abbiamo terminato la seduta, che è stata volutamente più lunga del giorno precedente, non vedevano l’ora di andare a fare la doccia.
Poi la rutine è continuata come il girono precedente con l’unica variante nel gioco del pomeriggio che finalmente per la felicità di tutti si è svolto con il torneo tanto agognato di racchettoni al quale non hanno voluto partecipare Paglierani Marco, Paragano Emanuele e Ceccarelli Filippo che sono stati gli arbitri delle sfide; essendo in numero dispari abbiamo arruolato anche Nicolò il secondo figlio di Elide e Massimo, che oltre aver giocato con noi ha anche aiutato gli istruttori nelle lezioni di calcio sul campo.

Al termine del torneo di racchettoni doccia e a tavola dove Francesco che oltre ad essere stato l’allenatore di futsal era anche il cuoco e poi il pizzaiolo, ha sorpreso i ragazzi sostituendo la pasta pasticciata con le lasagne per la loro grande gioia, poi Diego e Jacob ci hanno fatto giocare a “Capo, bomba, spia” che è piaciuto tantissimo hai ragazzi.

Se non gli avessimo dato l’alt il gioco sarebbe andato avanti ad oltranza, ma alle ore 22.00 abbiamo sospeso perché ancora un’altra sorpresa ci aspettava, Sofyane prima di coricarci ci ha fatto vedere un bellissimo ballo da strada la break dance tutti i ragazzi sono rimasti ammirati nel vedere la performance.
Purtroppo questo ci ha fatto fare un po’ tardi e quindi non abbiamo potuto ripetere il gioco di “Lupus” fatto la sera prima e alle ore 22.30 tutti in tenda che questa sera sono rimaste aperte solo sino alle ore 23.00. A differenza della sera precedente ho messo a letto tutti i ragazzi con la maglietta del pigiama e dentro ai sacchi a pelo poi qualche voce si è sentita sino alle ore 23.15 ma dalle ore 23.30 gli unici rumori nel campus erano quelle dei grilli.
Terzo ed ultimo giorno la sveglia è sempre arrivata molto presto ore 6.30 il primo ragazzo si è alzato e poi alla spicciolata anche gli altri ma comunque abbiamo atteso le 7.30 perché qualcuno ancora dormiva. Si è ripartiti con la solita routine fino al termine dell’allenamento di futsal perché prima della merenda si è giocato nuovamente a “Capo bomba spia” sempre con l’aiuto di Diego coadiuvato da Tommaso e Nicolò.
Nel frattempo sono arrivati i primi genitori e i ragazzi hanno incominciato a fare merenda sotto la tettoia questa volta non per ripararsi dal sole come nei giorni precedenti ma per evitare di bagnarsi, con la pioggia che cadeva sempre più copiosamente. Siamo stati costretti ad interrompere la normale attività e ci siamo spostati nella sala polivalente dove abbiamo dato vita ad un torneo di bigliardino e gara di marafone per i ragazzi, nell’attesa che il temporale diminuisse d’intensità e non appena nel cielo si è aperto uno spiraglio ci siamo messi il k-way e siamo ritornati a giocare sulla sabbia, nei due campi si è giocato, in uno a footvolley e nell’altro a pallavolo, sino a quando la pioggia per l’ennesima volta ci ha costretto a terminare definitivamente l’attività; allora tutti sotto le docce e sistemazione dei panni da riportare a casa.

Quando sono arrivati tutti i genitori, ci siamo sistemati a tavola dove è incominciata la cena a base di pizza a spicchi fino quando uno non si arrendeva i ragazzi della comunità che facevano il servizio hanno portato in tavola vari gusti di pizza;
le portate sono state intervallate dalle premiazioni che hanno concluso il ritiro dove tutti i ragazzi hanno ricevuto una coppa di riconoscimento e a sorteggio un regalo offerto da Elide e Massimo griffato con il marchio del “Progetto giocare liberi XXIII” rigorosamente arancione.
I pulcini sono stati chiamati sul palco in ordine d’arrivo al campus e dopo ogni 4 di loro, è stato consegnato un riconoscimento anche ai ragazzi che sono stati più presenti con noi. Questo premio dato ad un singolo non è solo un riconoscimento individuale ma è più collettivo perché per ognuno dei ragazzi che era con noi altri facevano tutti i lavori che sono necessari per tenere in ordine e pulito un’area così vasta e quindi il loro impegno è stato raddoppiato perché dovevano coprire anche il lavoro di quelli che ci aiutavano per la bellissima riuscita del nostro ritiro.
Con questi premi singoli abbiamo voluto riconoscere per primo la collaborazione che ci è stata fornita per far funzionare ogni singola giornata con i ragazzi che sono stati più vicini ai nostri pulcini e per secondo tutti quelli che si sono visti poco ma che senza il loro prezioso aiuto, tutto non avrebbe girato così magnificamente.
Il primo premio è stato conferito da Thomas Boccali perché il ragazzo nell’arco delle tre giornate senza ombra di dubbio è stato per il suo comportamento d’esempio per tutti i compagni, mai un lamento una protesta e mai è stato richiamato, ha rasentato la perfezione; quindi a consegnato a  Gabriele la coppa ricordo perchè ci ha accompagnato nell’intero arco delle tre giornate dalla colazione del mattino sino all’ora di cena, rimanendo con noi sia nelle sedute d’allenamento di calcio e di futsal ma soprattutto anche nei compiti del pomeriggio. Piolanti Giacomo a conclusione della serata si è avvicinato a me e mi ha chiesto un pennarello perché gli sarebbe piaciuto che Gabriele gli avesse firmato il gadget che aveva vinto, proprio un bel gesto da parte di Giacomo, che in questo modo si redime parzialmente dall’arrivo in ritardo al campus.

Secondo premio per Ivan che al pari di Gabriele è stato il nostro fidato cameriere per tutti i pasti dalla colazione alla cena e in una giornata ha anche aiutato Francesco nell’allenamento di futsal, il premio è stato consegnato da Giacomo Piolanti per la sua brillante conduzione della seduta di yoga.

Terzo premio a Diego e Jacob perché ci hanno fatto divertire organizzandoci i giochi che molto sono piaciuti ai ragazzi e in più Jacob ci ha anche dilettato per venti minuti raccontandoci barzellette e indovinelli; il premio è stato consegnato da Turci Filippo che per la prima volta è riuscito a vincere il timore di dormire fuori di casa e quando gli ho chiesto se sapeva il perché fosse stato lui a consegnare il premio, mi ha risposto solo con un gesto del capo e con uno sguardo fiero che è valso più di tante parole.

L’ultimo premio per Francesco il nostro allenatore di futsal ma anche il cuoco e il tutto fare della comunità, per tutti è il “Ciccio”, il fratello maggiore severo ma giusto, sempre con il sorriso sulle labbra; premiato da Ricci Lorenzo, quello che più di tutti si è applicato con gran continuità nelle sedute d’allenamento sia quelle mattutine che quelle pomeridiane, che abbia dormito poco e molto non ha fatto differenza lui ha dato sempre il massimo e con buonissimi risultati, d’esempio per tutto il gruppo.

Giunti alla fine di questa bella esperienza e di una lunga storia qui narrata, un sintetico epilogo di questa esperienza, che ha visto in primis il divertimento come protagonista, poi secondo e non meno importante la condivisione di regole, che i pulcini hanno rispettato con più o meno voglia ma sempre con tanta educazione, ognuno di noi ha imparato qualcosa da questo 1° ritiro di Durazzanino per i pulcini del Torre del Moro, chi è riuscito a vince le proprie paure, chi ha superato ostacoli tecnici, chi ha tirato fuori il carattere per affrontare tutti senza aver paura di sbagliare, chi si è saputo divertire anche quando non si faceva quello che gli sarebbe piaciuto di più. Sicuramente tutto questo a me è servito per maturare e per conoscere ancora meglio questi splendidi ragazzi e mi spiace tantissimo per tutti gli altri che fanno parte del gruppo e che non sono potuti unirsi a noi.
Spero tanto che anche ai ragazzi della comunità tutto questo sia valso qualcosa, non ostante il lavoro in più che hanno dovuto sopportare e sobbarcarsi, vedere la gioia di tanti bambini che si divertono, comunque dovrebbe essere un toccasana per chiunque.
La scuola calcio Torre del Moro e Buvardia Gianluca ringraziano tutti i ragazzi che hanno partecipato e le loro famiglie per la fiducia in noi riposta:

Arrigoni Marco, Bagnoli Leonardo, Baiardi Nicola, Bartolini Marco, Bianchi Nicolò, Boccali Thomas, Ceeccarelli Filippo, Di Fonzo Andrea, Giangrandi Mattia, Malewschi Luca, Paglierani Marco, Paragano Emanuele, Piolanti Giacomo, Ricci Lorenzo, Turci Filippo.
Grazie a Manuzzi Francesco uno dei tre istruttori che da 2 stagione sta portando avanti l’attività dei pulcini 2008.
Ringraziamo anche tutti i componenti della grande famiglia della comunità Papa Giovanni XXIII° di Durazzanino di Forlì, a partire dai responsabili Elide e Massimo, i collaboratori Ilenia, Daniele, Francesco e Guido, in fine ma non per ultimi tutti i ragazzi Gabriele, Ivan, Diego, Jacob, Sofyane, Giacomo, Giovanni, Paolo, Alessandro, Elia, Davide, Riccardo, Aldo, Adelino, Nicholas, Renè.
Con la speranza di non essermi dimenticato nessuno concludo ringraziando Cinzia che mi sopporta e mi supporta in tutte queste mie iniziative.

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